29 luglio 2016

L'estate nel piatto

INSALATA DI PANE E POMODORI

“La strada si riempì di pomodori, mezzogiorno, estate, la luce si divide in due metà di un pomodoro, scorre per le strade il succo.
In dicembre senza pausa il pomodoro, invade le cucine, entra per i pranzi, si siede riposato nelle credenze, tra i bicchieri, le matequilleras, le saliere azzurre. Emana una luce propria, maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo, assassinarlo: affonda il coltello nella sua polpa vivente, è una rossa viscera, un sole fresco, profondo, inesauribile, riempie le insalate del Cile, si sposa allegramente con la chiara cipolla, e per festeggiare si lascia cadere l'olio, figlio essenziale dell'ulivo, sui suoi emisferi socchiusi, si aggiunge il pepe la sua fragranza, il sale il suo magnetismo: sono le nozze del giorno. Il prezzemolo issa la bandiera, le patate bollono vigorosamente, l'arrosto colpisce con il suo aroma la porta, è ora! Andiamo! E sopra il tavolo, nel mezzo dell'estate, il pomodoro, astro della terra, stella ricorrente e feconda, ci mostra le sue circonvoluzioni, i suoi canali, l'insigne pienezza e l'abbondanza senza ossa, senza corazza, senza squame né spine, ci offre il dono del suo colore focoso e la totalità della sua freschezza.”


[Pablo Neruda – Ode al Pomodoro]

27 luglio 2016

Un vino al mese: la dieta delle bollicine e uno strepitoso spumante siciliano

Torna la rubrica "Un vino al mese" curata dalla sommelier Cinzia Bonfà di cui vi avevo già parlato in questo post. La sempre più temuta prova costume vi preoccupa? Allora parliamo di dieta.. ma di una dieta molto speciale.. quella delle bollicine! La parola a Cinzia, che vi consiglio di seguire anche sulla sua molto interessante pagina Facebook "NON SOLO VINO", su Twitter e InstagramNoi ci vediamo presto con un'ultima ricettina prima della pausa estiva. 


La dieta delle bollicine 
testo e foto di Cinzia Bonfà

"Tra poco, per ragioni legislative e per volere dell’Unione Europea, l’Italia sarà obbligata a inserire le calorie nelle etichette di vino con non ben poche difficoltà da parte dei produttori. A cosa serva sapere quante calorie contenga la bottiglia che si sta bevendo non si sa, un po’ perché a chi beve del buon vino non interessa, interessano piuttosto le sensazioni che il vino stesso regala; un po’ perché è appurato che 1 grammo di alcol ha 7 calorie e facendo un breve calcolo tra gradazione alcolica del vino e i 750 ml di volume si riesce subito a capire quante calorie ci sono nel bicchiere. Oggi, invece, si potrebbe fare un discorso più generico di tipologia di un vino unito alle calorie, in previsione delle diete ferree che la “ prova costume” ci impone in questo periodo. Per non mortificare ancora di più il nostro stato d’animo e il nostro palato ci si può affidare a un bicchiere di “bollicine”. Le famose “bollicine” regalano euforia, energia e vivacità e ingrassano meno degli altri vini. Se si rapportano le calorie a 100 ml di liquido alcolico (12 gradi per i vini bianchi e rossi, 11,5 gradi circa per gli spumanti e 40 gradi per i superalcolici), vedremo che lo Champagne o lo Spumante ne contengono 65; il vino rosso ne contiene 73; il vino bianco 70; il Whisky 220. La birra chiara ne ha solo 38. Bisogna rendere i nostri pasti glamour e iniziare a introdurre solo alimenti di alta qualità nel nostro corpo recando di conseguenza effetti positivi anche a livello psicologico. Ad esempio, una tartina di salmone affumicato accompagnata da una flûte di Champagne o di Spumante, corrispondono a 160 calorie, equivalenti a 40 minuti di palestra, 34 minuti di “walking” e 26 minuti di bicicletta. Un cheeseburger con coca cola sono oltre 400 calorie! Le “bollicine”, meglio se Extra Brut e Dosage Zero, ingrassano meno, ma non bisogna esagerare: non più di due flûte al giorno. Inoltre, grazie alla presenza della CO2, lo Spumante raggiunge il sangue più in fretta riducendo anche il senso della fame. Quindi brindiamo con noi stessi, abbandoniamo uno stato depressivo-paffutello e tuffiamoci nella forma e nella gioia di vivere!

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foto di Cinzia Bonfà


Per voi ho scelto uno spumante siciliano, solare e molto affascinante: Metodo Classico Terzavia 2012 di Marco de Bartoli.
È un spumante Metodo Classico non dosato (non viene fatto l’ultimo passaggio del famoso Metodo Champenoise o Classico che vede l’introduzione di un dosaggio di zucchero per ammorbidire un po’ il vino che ne risulterebbe più crudo e affilato ed è sempre la firma dell’azienda), conturbante, che coccola l’anima dove le potenzialità del vitigno Grillo sono espresse in modo sbalorditivo. L’azienda invece è di Marsala famosissima per il Vecchio Samperi, vino geniale, che ha fatto innamorare molti appassionati di vino: chi non è cresciuto a pane e Vecchio Samperi? Oggi invece l’azienda propone uno spumante fuori dagli stereotipi classici delle bollicine, se non per il metodo, e fuori dagli schemi, molto nervoso, brillante, mutevole d'umore e carico di iodio. Colpisce al cuore con quel suo modo di porsi con un affumicato misto sale e una vena ossidativa che ne contorna tutto il suo appeal. Il perlage continuo anche se non finissimo si staglia verticale nell'oro carico brillante. Intense note salmastre, poi di frutta surmatura, macchia mediterranea, miele di corbezzolo su una ventata di whisky Caol Ila che spiazza e affascina. Così è al gusto: dinamico carico di freschezza e salinità affumicate lungimiranti. 30 mesi sur lie. Squisito con questa insalata di riso venere con gamberi marinati allo zenzero e lemongrass oppure con queste melanzane in carrozza."

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